Come indirizzare correttamente gli investimenti in digitalizzazione?

L’Italia non è famosa per essere al passo con gli ultimi trend tecnologici e di sviluppo industriale: per i temi relativi alla digitalizzazione l’Italia si conferma infatti tra gli ultimi in Europa.

Secondo l’indice DESI 2020 (Digital Economy and Society Index), definito dalla Commissione Europea, il nostro paese è venticinquesimo in Europa collocandosi in una posizione migliore solo rispetto a paesi come Romania, Grecia e Bulgaria.

Questo lento sviluppo è preoccupante, soprattutto considerando che la pandemia Covid ha dato una forte spinta alla digitalizzazione in tutto il mondo.

L’indice DESI misura la digitalizzazione secondo 5 parametri fondamentali:

  • Connettività: capacità di connessione di dispositivi e persone (vale il 25% dell’indice)
  • Competenze digitali: misura delle competenze delle persone nell’utilizzo di strumenti digitali (vale il 25% dell’indice)
  • Uso di Internet da parte dei singoli (vale il 15% dell’indice),
  • Integrazione Digitale: utilizzo effettivo di strumenti digitali da parte delle imprese (vale il 20% dell’indice) e
  • Servizi pubblici digitali: Utilizzo di strumenti digitali nella pubblica amministrazione (vale il 15% dell’indice.

Anche solo leggendo le definizioni di questi parametri, chiunque conosca anche solo superficialmente il mondo della PMI Italiana comprende il motivo per il quale il Belpaese si trovi così in basso nella classifica.

La pandemia ci ha insegnato come le tecnologie digitali siano fondamentali per affrontare i cambiamenti repentini a cui siamo soggetti con frequenza sempre maggiore e le imprese italiane hanno bisogno di aggiornarsi in modo molto rapido se non vogliono soccombere a questi shock continui.

L’intervento dell’UE e dell’Italia per favorire la transizione digitale

L’Unione Europea e lo Stato italiano non sono rimasti però osservatori passivi di questa situazione drammatica, ma hanno definito un piano di investimenti mai visto prima per aiutare le imprese nella transizione digitale.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) italiano prevede investimenti complessivi pari a 222,1 miliardi di euro, dedicando circa il 20% alla digitalizzazione (circa 50 miliardi), ed è parte di un piano di più ampio respiro (Next Generation EU) con cui l’unione Europea vuole rispondere alla crisi pandemica Covid-19 e che metterà a disposizione 750 miliardi di euro nei prossimi anni.

L’occasione è quindi davvero ghiotta per tutte quelle imprese che hanno capito che la loro sopravvivenza passa dalla transizione completa verso strumenti digitali e dalla formazione 4.0 del personale, ora che le fonti di finanziamento sono così abbondanti e facilmente accessibili.

Posto che abbiamo trovato la fonte di finanziamento adatta, come si digitalizza? Da dove si parte? Quali sono le attività corrette da mettere in pratica? Vediamo insieme alcuni consigli per indirizzare correttamente gli investimenti.

Conoscere prima di investire

Un investimento nella digitalizzazione, sebbene finanziato in maniera estremamente vantaggiosa, rimane un investimento e va analizzato in quanto tale.

Tutti noi quando dobbiamo spendere una cospicua somma di denaro (pensiamo all’acquisto di una casa o di una nuova auto) facciamo una ricerca approfondita e analizziamo le alternative disponibili: quali sono le motivazioni che ci spingono a effettuare questo investimento? Come interagirà con gli investimenti precedenti? Quali sono gli investimenti ulteriori che dovremo fare nel futuro per massimizzare il ritorno?

Anche se non facciamo questi ragionamenti in maniera cosciente, sono tutte domande che prima o poi ci facciamo, e gli investimenti in digitalizzazione devono essere vagliati allo stesso modo.

L’importanza delle competenze nell’industria 4.0

Analizzare questo tipo di investimenti richiede competenze specifiche, tipicamente quelle che ricadono dentro la sfera della cosiddetta “Industria 4.0”, relative a temi come Internet of Things, connettività, raccolta di dati e analisi di processo.

Non tutti hanno questa tipologia di competenze ed improvvisarsi esperti di investimenti 4.0 può essere rischioso: esattamente come quando ci affidiamo ad un consulente finanziario per i nostri investimenti finanziari o al nostro commercialista per temi fiscali così è raccomandabile affidarsi ad esperti in questo campo per consigliarci sull’investimento migliore per la nostra azienda.

Servizi di Assessment e consulenza in finanza agevolata

I servizi di Assessment vanno proprio nella direzione di aiutare le imprese ad individuare l’investimento migliore e a definire una vera e propria strategia per la digitalizzazione dell’impresa.

Sono servizi svolti da consulenti esperti che visitano l’azienda ed intervistano le persone chiave per individuare le alternative di investimento per la digitalizzazione e la formazione 4.0, formano una scala di priorità ed accompagnano l’azienda nella scelta dei fornitori e nella gestione dei progetti di implementazione.

Questo tipo di servizi sta crescendo in utilizzo per moltissime realtà, sia per la sua utilità intrinseca che nel legame con bandi e finanziamenti regionali: recentemente la regione Umbria ha emesso un bando per il finanziamento degli interventi di digitalizzazione che premiava le aziende in grado di presentare un report organico relativo ad un assessment conferendo punteggi maggiori a queste aziende.

Le probabilità che questo servizio sia inserito nei bandi anche da altre regioni è alta, uno spunto per iniziare a valutare la possibilità di effettuare un assessment presso la propria azienda.

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